Il Mistero dell’Autocombustione

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Autocombustione

Si tratta di un fenomeno raro ma antico, l’autocombustione umana rimane uno dei più grandi misteri a cui la scienza non ha ancora saputo dare una spiegazione.

Si hai letto bene, parlo di persone, si contano circa 200 casi di questo genere, persone che senza l’intervento di fonti esterne hanno preso fuoco. Le vittime di questo fenomeno vengono ritrovate sotto forma di cenere con alcune parti rimaste intatte, di solito gli arti inferiori.

Per poter prendere fuoco un corpo ha bisogno di una temperatura molto elevata, di un combustibile e di altri elementi; inoltre dobbiamo ricordarci che il corpo umano è composto per il 60-65% di acqua, il che rende l’impresa ancora più complicata.

Tanti casi e tante ipotesi ma…

Joe Nickell, ricercatore senior dell’International Committee for Skeptical Inquiry (CSI) e John F. Fisher, analista forense del laboratorio di criminologia della polizia di Orange County hanno esaminato trenta casi di questo tipo riscontrando un elemento ricorrente. Sembra infatti che tutte le vittime consumassero alcool.

Questa teoria però non portò a nulla in quanto gli organi interni non risultavano mai più danneggiati delle parti esterne, motivo per cui se ne deduce che la combustione avviene sempre dall’esterno.

Nei casi osservati i corpi sono sempre stati ritrovati vicino ad una fonte di calore (candele ad esempio) che potrebbero aver scatenato la combustione.

Anche questo dato però non ci aiuta a capire dove sia il carburante necessario a generare una temperatura di almeno 1300 gradi centigradi necessari per ridurre un uomo in cenere.

Qui di seguito troverai il link ad una triste storia pubblicata sul corriere.it.

Nonostante le varie indagini e ipotesi non abbiamo ancora una risposta certa a questo fenomeno che spesso viene dato per leggenda.